03 May
03May

Si chiama fame emotiva o “nervosa” perché il bisogno di mangiare non viene dal corpo, ma dalla mente. Quando viviamo una situazione di ansia o stress, la nostra mente ha bisogno di qualcosa per calmare quel sentimento negativo. Il nostro cervello ci avverte dicendoci che siamo affamati ma, in realtà, fisicamente non abbiamo bisogno di mangiare. La fame emotiva è questo: un bisogno fisico che non è reale e che deve essere controllato perché, insieme alle emozioni provate in quel momento (stress, tensione, ansia) si genera una perdita di auto-controllo che può rendere tale comportamento problematico. La fame emotiva può essere causata dalla errata interpretazione delle emozioni che percepiamo oppure da problemi nel controllare le suddette emozioni. Proprio per questo, l’associazione del cibo con lo stato di calma a seguito del disagio emotivo può complicare il problema: usiamo il cibo per stare meglio, anche se in realtà non abbiamo davvero fame. Questo stato di calma e benessere dura però pochi minuti: poco dopo aver mangiato non notiamo miglioramenti, ma sentiamo rimpianti e sensi di colpa, che causano più disagio. E torniamo al cibo di nuovo e così via. Non ci si sente mai realmente calmi perché emotivamente non possiamo calmare il sentimento negativo che stiamo vivendo. I principali sintomi della fame nervosa riguardano sia la maniera in cui questa fame si presenta, sia le sensazione che proviamo. In particolare:

  1. Attacchi di fame. La fame fisica si presenta in maniera graduale, mentre quella nervosa si presenta in maniera improvvisa con un classico attacco di fame. Una sorta di impulso compulsivo e irrefrenabile che deve essere soddisfatto immediatamente.
  2. Bisogno di grassi e zuccheri. La fame nervosa si presenta con la richiesta di cibi ricchi di grassi e zuccheri, quelli che vengono chiamati “comfort foods”, mentre la fam fisica può essere soddisfatta attraverso ogni cibo.
  3. Sensazioni pre e post abbuffata. La fame fisica si presenta senza nessuna sensazione in particolare, ma solo con il bisogno biologico di essere soddisfatta. La fame nervosa invece è accompagnata da sensazioni legate alla tristezza, ansia, stress e da sensazioni legate al senso di colpa dopo avere mangiato.

Ci sono alcune piccole strategie che possiamo provare a mettere in atto quando le fame emotiva prende in sopravvento:

  1.      Identificare le emozioni: bisogna essere in grado di sentire veramente le emozioni e accettarle. Per esempio, chiediti cosa provi veramente in quel momento e, per esempio, scriverlo su un foglio aiuta a liberarsene.
  2.      Regolare le emozioni: bisogna cercare di abbassare l’intensità delle emozioni, di modo che siano tollerabili. Per esempio, fare qualcosa di pratico in modo da sentirsi meglio.
  3.      Praticare la meditazione consapevole: bisogna accettare pensieri, emozioni e sentimenti, osservarli e non cercare di cambiarli, cercando soprattutto di non giudicare quello che si prova. 
  4.      Cercare di non sentirsi in colpa: sentirsi in colpa, impedisce di tranquillizzarsi . Ad esempio, provare a rivolgersi a se stessi con autocompassione.
  5.      Eseguire un rituale: un rituale deve essere un movimento o un gesto semplice che permetta di spostare l’attenzione dal cibo.

Per combattere la fame nervosa è importante cercare di frenare l’impulso quando si presenta, cercare di resistere, utilizzando metodi alternativi per ridurre lo stress o migliorando le nostre abitudini alimentari. Le prime strategie per la fame nervosa riguardano il fatto di trovare vie alternative per scaricare la tensione. Per esempio la scrittura o altre attività artistiche, l’attività fisica, la meditazione, uscire di casa o dedicarsi a un lavoro manuale, sono tutte attività che ci distraggono della fame e ci permettono sia di ridurre lo stress sia di stimolare la serotonina, l’ormone del “buonumore”. Ovviamente oltre a questi rimedi pratici è importante capire le cause che portano a questi attacchi di fame per poter imparare a gestire meglio le emozioni. La fame nervosa può essere associata a particolari momenti della vita e non necessariamente si trasforma in qualcosa di patologico. È importante però non lasciare che si trasformi in un abitudine proprio perché poi potrebbe trasformarsi in un sintomo di problemi più profondi. Per evitare di cadere nella trappola della fame nervosa dobbiamo ripensare la relazione con il cibo e provare a cambiare alcuni punti, come per esempio, non tenere “cibo spazzatura” o cibo pronto, non pensare al cibo come a un tappabuchi della tua giornata, ridurre la quantità in favore della qualità. Se la fame nervosa diventa ossessiva e il cibo diventa lo sfogo principale, sarà importante seguire una terapia permetta di elaborare e gestire in maniera più funzionale le emozioni.

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